Nella mobilità condivisa ogni corsa dipende dalla posizione. Auto, monopattini, scooter e bici si spostano per la città durante tutta la giornata e gli operatori hanno bisogno di regole chiare su dove i veicoli possono essere utilizzati, parcheggiati o riconsegnati.
Senza confini digitali, i veicoli possono uscire dall'area di servizio, finire in zone ad accesso limitato o essere parcheggiati in luoghi in cui il noleggio non dovrebbe potersi concludere. Per le aziende di micromobilità, questo può tradursi rapidamente in reclami da parte dell'amministrazione comunale, richieste di assistenza, costi di ricollocamento e una cattiva esperienza utente.
Il geofencing aiuta gli operatori a trasformare le aree sulla mappa in regole operative concrete all'interno della piattaforma di mobilità condivisa.
Che cos'è il geofencing nella mobilità condivisa?
Il geofencing consente agli operatori di mobilità condivisa di creare zone virtuali sulla mappa e di applicare regole specifiche a ciascuna area.
Queste zone possono definire dove gli utenti possono guidare, dove i noleggi possono iniziare o terminare, dove è vietato chiudere il noleggio e dove devono applicarsi limiti di velocità o avvisi.
Ad esempio, un operatore può creare una «Drive zone» (zona di guida) estesa a tutta la città, una «Rent end zone» (zona di fine noleggio) vicino a un nodo di interscambio, una zona riservata intorno a un'area privata o una zona con limite di velocità per i monopattini in un quartiere pedonale molto frequentato.
Invece di verificare manualmente queste regole, la piattaforma le applica in base alla posizione del veicolo.
Come funzionano le zone in CT Mobility

In CT Mobility gli operatori possono creare e gestire le zone dal pannello di controllo. Le zone possono essere disegnate direttamente sulla mappa, modificate quando cambiano le regole operative o eliminate quando non servono più.
Ogni zona può avere un proprio tipo, nome, priorità, periodo di attività e impostazioni aggiuntive. Il nome della zona può comparire anche nell'elenco dei veicoli, aiutando gli operatori a capire rapidamente dove si trova un veicolo.
CT Mobility supporta diversi tipi di zone per i vari scenari di mobilità condivisa.
1. Drive zone
Una «Drive zone» definisce dove gli utenti possono guidare i veicoli e metterli in «Parking mode» (modalità parcheggio) durante un noleggio in corso.
Se un veicolo esce dalla «Drive zone» consentita, l'utente riceve una notifica push che lo invita a tornare nell'area permessa. Anche i responsabili dell'assistenza clienti ricevono un avviso e il veicolo viene contrassegnato nel filtro «Out of the drive zone» (fuori dalla zona di guida).
Per lo sharing di monopattini e altri servizi di micromobilità, CT Mobility può anche essere configurata per bloccare automaticamente il motore quando il veicolo esce dalla zona. Per motivi di sicurezza, questa opzione di solito non viene applicata alle auto.
Le «Drive zone» sono utili per mantenere i veicoli all'interno del territorio operativo e ridurre il numero di corse che terminano lontano dall'area di servizio.
2. Rent end zone
Una «Rent end zone» definisce dove gli utenti possono iniziare e terminare i noleggi.
Se un utente prova a terminare un noleggio al di fuori della «Rent end zone» designata, l'azione non è disponibile. In questo caso, solo i responsabili dell'assistenza clienti possono chiudere il noleggio dalla scheda del veicolo.
Le «Rent end zone» possono anche essere configurate come zone bonus o a pagamento. Ad esempio, un operatore può incoraggiare gli utenti a riconsegnare i veicoli nelle aree preferite applicando un bonus, oppure addebitare un supplemento per la chiusura del noleggio in una zona a pagamento.
È una funzione particolarmente utile per car sharing, sharing di monopattini, postazioni in aeroporto, campus, quartieri direzionali e altre aree in cui le regole di riconsegna devono essere controllate.
3. Rent end forbidden zone
Una «Rent end forbidden zone» (zona in cui è vietato terminare il noleggio) impedisce agli utenti di chiudere il noleggio in aree specifiche.
Durante un noleggio in corso, gli utenti possono comunque mettere il veicolo in «Parking mode», ma non possono terminare il noleggio all'interno dell'area soggetta a restrizioni.
Questo aiuta a evitare che i veicoli vengano lasciati in luoghi in cui la riconsegna non è consentita, come proprietà private, strade ad accesso limitato, aree destinate a eventi, parchi o luoghi soggetti a specifiche regole comunali.
Impostazioni aggiuntive delle zone in CT Mobility
Le zone di CT Mobility includono impostazioni aggiuntive che aiutano gli operatori ad adattare il geofencing a diversi modelli di business, tipi di veicoli e requisiti delle città.
Zone priority (priorità della zona)
Quando più «Drive zone» si sovrappongono, CT Mobility può applicare le regole in base alla priorità. La zona con il valore di priorità più alto diventa dominante.
È utile quando gli operatori hanno bisogno di regole diverse per diverse parti della stessa città. Ad esempio, una zona generale che copre la città può prevedere una certa soglia di velocità, mentre un'area residenziale o pedonale più piccola al suo interno può richiederne una più bassa.
Se le zone sovrapposte hanno la stessa priorità, CT Mobility applica il limite di velocità più basso.
Speeding alert threshold (soglia di avviso per eccesso di velocità)
Gli operatori possono impostare un limite di velocità oltre il quale scatta un avviso di eccesso di velocità. Questo aiuta a monitorare lo stile di guida e a intervenire quando gli utenti superano la velocità consentita in una zona specifica.
Speed mode (modalità di velocità)
Per i monopattini, CT Mobility può applicare una velocità massima consentita all'interno di una zona. Può essere utile per gli operatori di micromobilità che devono ridurre la velocità dei monopattini in determinate aree, come strade pedonali, parchi o centri città affollati.
Active period (periodo di attività)
Le zone possono essere sempre attive oppure solo in giorni e orari specifici. Ad esempio, un operatore può attivare regole speciali nei fine settimana, durante eventi, nelle ore notturne o in periodi di servizio limitati.
Large scale marker (indicatore per la vista ridotta)
Gli operatori possono aggiungere un'icona per le zone piccole nell'app mobile. Questo aiuta gli utenti a riconoscere le zone importanti quando la mappa è rimpicciolita e il contorno completo della zona non è visibile.
Perché il geofencing è importante per gli operatori di micromobilità e mobilità condivisa
Il geofencing non è solo una funzione della mappa: è uno degli strumenti fondamentali per gestire l'operatività quotidiana della flotta.
Maggiore controllo sulle aree di servizio
Gli operatori possono definire dove i veicoli devono restare disponibili e ridurre i casi in cui auto, monopattini o scooter escono dall'area operativa prevista.
Regole più chiare per gli utenti
Gli utenti possono vedere dove è consentito guidare, parcheggiare o terminare un noleggio. Questo riduce la confusione e aiuta a prevenire errori inutili.
Meno richieste di assistenza
Quando aree di servizio, regole di parcheggio e restrizioni di noleggio sono integrate nell'app, i team di assistenza dedicano meno tempo a risolvere manualmente i problemi.
Migliore gestione dei parcheggi
Per lo sharing di monopattini e il bike sharing, il controllo dei parcheggi è una delle sfide operative più importanti. Il geofencing aiuta a guidare gli utenti verso le aree giuste e a impedire la chiusura del noleggio dove non è consentito parcheggiare.
Supporto ai requisiti delle città
Molte città stabiliscono regole su parcheggi, limiti di velocità, aree in cui è vietato circolare e zone operative. Il geofencing aiuta gli operatori a riflettere queste regole nell'app e nel pannello di controllo.
Operazioni di flotta più flessibili
Gli operatori possono creare regole diverse per zone, tipi di veicoli, fasce orarie e scenari di business differenti.
Il geofencing per i diversi modelli di mobilità condivisa
Il geofencing può supportare diversi tipi di servizi di mobilità condivisa.
Nel car sharing, gli operatori possono usare il geofencing per gestire aree di servizio, zone station-based (con stazioni), zone aeroportuali, zone aziendali, aree di riconsegna a pagamento e luoghi in cui la chiusura del noleggio deve essere limitata.
Nello sharing di monopattini e nel bike sharing, il geofencing viene spesso utilizzato per gestire zone di parcheggio, aree con divieto di sosta, limiti di velocità e restrizioni specifiche delle singole città.
Nello scooter sharing, gli operatori possono usare il geofencing per controllare dove i veicoli possono essere utilizzati, parcheggiati e riconsegnati.
Per questo il geofencing è utile sia per le startup di mobilità locali sia per gli operatori più grandi che gestiscono flotte in più quartieri o città.
Il geofencing in CT Mobility
CT Mobility include strumenti di geofencing come parte della piattaforma di mobilità condivisa. Gli operatori possono creare diversi tipi di zone, configurare regole legate alla velocità, impostare le priorità delle zone, gestire i periodi di attività e applicare diverse condizioni di riconsegna o parcheggio.
Il geofencing funziona insieme alla mappa dei veicoli, alla logica di prenotazione, all'app per gli utenti, al pannello di controllo, agli avvisi e agli strumenti di gestione della flotta di CT Mobility. Questo offre agli operatori un maggiore controllo su dove i veicoli sono disponibili e su come gli utenti interagiscono con la flotta.
Uno strumento pratico per la gestione quotidiana della flotta
Nella mobilità condivisa, la posizione incide su quasi ogni aspetto del business: disponibilità dei veicoli, parcheggio, esperienza utente, carico di lavoro dell'assistenza, conformità alle regole comunali ed efficienza della flotta.
Gli strumenti di geofencing di CT Mobility aiutano gli operatori a gestire facilmente queste regole basate sulla posizione direttamente nella piattaforma.
Per le aziende di mobilità condivisa e micromobilità, questo significa maggiore controllo sugli spostamenti della flotta, regole più chiare per gli utenti e meno problemi causati da veicoli utilizzati o riconsegnati nei posti sbagliati.
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